
…….. un opera esile e primitiva: un ideogramma oggettuale antico, misterioso, i cui codici sono nascosti nella terra, nell’acqua, nel cielo.
Anna Cirignola in “1Crocevia arte presente e/o in transito nel Salento, Casarano 1992”
….tra l’antropologia di Schiavano e….
Marco Scotini in “L’isole del disordine, Cortona, 1994”
Il passato degli oggetti, delle storie “minori”, il patrimonio di cultura materiale che trasforma le vite vissute in repertori di valori essenziali, costituisce la fonte d’ispirazione di F. S. Agisce in lui come un vero e proprio demone, spirito sotterraneo delle prime razze esiodee che dopo la morte esercita ancora una forte influenza sugli uomini. Il richiamo che proviene dall’interiorità delle cose attiva in lui l’antica facoltà della fantasia. Per suo tramite le espressioni originali dei vissuti precedenti si trasfigurano in nuove icone, risemantizzate dalla soggettività dell’artista. Il suo intervento si colloca al punto in cui è giunta la storia vera di quegli oggetti: da quel punto, per suo tramite, inizia la storia infinita dell’opera che non nega la precedente ma la assume nel piano di una superiore coscienza dell’invenzione formale. Gli oggetti si scoprono così forme e qualità inusitate, valori espressivi ed impieghi che da un lato ne restituiscono la potenza certa della fattura e della funzionalità originaria, dall’altro una inedita capacità affabulatoria, una potenzialità significante che ne rilancia l’esistenza ben oltre i confini della commozione per la sopraggiunta inutilità, per l’inerzia cui la morte degli uomini li condanna. Virginia Baradel in "2Crocevia, Casarano 1995".
Anna Cirignola in “1Crocevia arte presente e/o in transito nel Salento, Casarano 1992”
….tra l’antropologia di Schiavano e….
Marco Scotini in “L’isole del disordine, Cortona, 1994”
Il passato degli oggetti, delle storie “minori”, il patrimonio di cultura materiale che trasforma le vite vissute in repertori di valori essenziali, costituisce la fonte d’ispirazione di F. S. Agisce in lui come un vero e proprio demone, spirito sotterraneo delle prime razze esiodee che dopo la morte esercita ancora una forte influenza sugli uomini. Il richiamo che proviene dall’interiorità delle cose attiva in lui l’antica facoltà della fantasia. Per suo tramite le espressioni originali dei vissuti precedenti si trasfigurano in nuove icone, risemantizzate dalla soggettività dell’artista. Il suo intervento si colloca al punto in cui è giunta la storia vera di quegli oggetti: da quel punto, per suo tramite, inizia la storia infinita dell’opera che non nega la precedente ma la assume nel piano di una superiore coscienza dell’invenzione formale. Gli oggetti si scoprono così forme e qualità inusitate, valori espressivi ed impieghi che da un lato ne restituiscono la potenza certa della fattura e della funzionalità originaria, dall’altro una inedita capacità affabulatoria, una potenzialità significante che ne rilancia l’esistenza ben oltre i confini della commozione per la sopraggiunta inutilità, per l’inerzia cui la morte degli uomini li condanna. Virginia Baradel in "2Crocevia, Casarano 1995".
